PARIGI: QUESTO VIAGGIO NON S’HA DA FARE!

Ah, Parigi, Parigi! Les rues piene di lucine natalizie! L’hôtel così accogliente e familiare! Les croissants et la petit-déjeuner parigina!
 
 

NO, NON SONO MAI ARRIVATA A PARIGI!

 
Ero lì lì per partire, stavo al check in, una voce mi fa “Signora, carta d’imbarco e documento”…
 
“Prego” rispondo io con gli occhi enormi di gioia, luccicanti più delle lucine che immaginavo di trovare per le strade parigine … un pò come gli occhi di Candy Candy, ricordate?
 
 
E proprio come Candy Candy mi sentivo tutta “ovattata” in quella gioia immensa: c’ero riuscita, stavo per partire!!!
 
Torniamo al racconto: ero al check in, mostravo i documenti e…
 
Rimetto apposto i documenti, metto il mio bagaglio a mano sul rullo, mi volto un attimo per vedere Fabrizio, e non c’è più Fabrizio!
 
Lui resta lì, a parlare col tizio, gesticolano, parlano, gesticolano ancora, parlano e riparlano ma Fabrizio resta lì, non mi raggiunge…
Appresa la situazione, sento ad una ad una le lucine negli occhi spegnersi. Riprendo il mio bagaglio a mano, e con occhi rasenti il pianto, torno indietro.
 
Cos’è successo? Fabrizio non aveva con se il documento.
 
Mentre cemmino verso di lui, cerco di trovare le parole per non fargli sentire troppo il peso della sua dimenticanza: era già abbastanza mortificato da se…
 
Ma più cerco di trovare parole che lo consolino o, meglio, che lo discolpino e che sdrammatizzano un pò la situazione, in mente sentivo solo una voce ripetere “scurnacchiato, che ciutia, t’accido!”
 
E dalla mia bocca escono parole come “Dai, Parigi sta sempre lì, non scappa mica. Non era destino. Non fa nulla… ” 
 
“NON FA NULLA” ?
 

 

Ora sono qui, nella mia casetta, e dopo averci dormito su qualche ora, posso raccontarvi l’accaduto. Ma dobbiamo fare un salto indietro…

 

Premessa.

Mercoledì sera inizia lo sciopero dei benzinai, e valutando il percorso che avrei dovuto fare con la mia macchina, faccio rifornimento di camrburante per la mia macchina riempiendo metto mezzo serbatoio, quantità sufficente per i mieie spostamenti,  considerando che ci sarebbe stata anche la macchina di Fabrizio alla quale avrebbe provveduto anche lui a fare rifornimanto.
Ma Fabrizio no: lui decide che poca basta “tanto qualche benzinaio aperto sull’autostrada c’è sempre, per forza!” Replica lui…
 
 

Inizia l’avventura.

Tutto inizia la notte tra mercoledì e giovedì, quando Fabry torna dalla sua cena di lavoro (ricordate?) accompagnato da un febbrone da cavallo improvviso (iniziamo bene, proprio ora si doveva ammalare!)
 
Ora, io non so se è solo il mio uomo o se è una cosa estesa a tutto il sesso maschile il lamentarsi così tanto per un malessere, seppure lieve, tanto da credere di stare in fin di vita. Immaginiamoci con un febbrone da cavallo le lamentele!
Va beh, sorvoliamo. In fondo ha il febbrone da cavallo, poverino il mio amore!
 
 
“Impasticcato” ben bene, arriviamo alla mattina seguente.
 
Porto il mio piccolo topino all’asilo così da poter preparare il tutto con calma, corro a fare la spesa, corro a casa, stiro tutte le cose di topino e gli preparo le varie borse:
 
– la valigetta dei vestiti: cambio leggero almeno 3 cambi, cambio pesante almeno altri 3 cambi, poi questo nel caso che, poi quest’altro nel caso invece che….
 
– la borsa delle medicine: eh, si, da quel dì mica siamo ancora usciti fuori da raffreddore, tosse e catarro!! povero tesoro lui …. e pronta anche la lista per la mia mamy su cosa somministrare e come a che ora ……
 
– la borsa dei giochi: non possiamo mica lasciare a casa le costruzioni!!! Ricky già con tutti i suoi giochi a disposizione distrugge casa, pensa se non ha nemmeno i suoi giochi con cui distrarsi un pò!!! 
 
– la borsa x: la borsa cioè che contiene tutte cose non indispensabili ma che potrebbero servire a mamy con Ricky …… in poche parole ho portato via mezza casa!!
 
Poi preparo anche i nostri bagagli: due, uno a testa, da portare come bagaglio a mano!
 
Preparo i panini, sistemo Stella (la gatta), sistemo le piante, spengo le luci, chiudo il gas… Insomma, tutto ciò che serve per lasciare in tranquillità casa e partire sereni!
 
E mentre facevo tutto questo, Fabry era seduto sul divano, mezzo stramortito, con il pigiama, avvolto nella coperta; e col termometro a portata di mano!
 
 
(volevo mettere un disegno, ma questo rappresenta meglio la situazione: notate l’espressione!)
 
“Tesoro, ma sei sicuro di voler partire lo stesso? Rimandiamo, dai, stai così male” faccio io.
E lui: “Ndo amore, tranguilla!! Zi, ora fa effetto l’aspirina e sdarò meglio, andiamo!”

 

Un istante prima di chiudere il portone di casa.

 NOOOOOOOOOOOOOOO!!!!

Non abbiamo stampato la carta di imbarco!! Dai, lo faccio al volo. Ma “al volo” non va proprio: la stampante si blocca e prova e riprova il tempo passa, ed ora siamo in ritardo sulla tabella di marcia e senza carta di imbarco!

Carica il pc in macchina, corsa verso casa di mia suocera per provare a stampare dalla sua stampante… E che culo!! (questo è francesismo puro!!) Anche questa stampante non va!!
Bene!
Carichiamo la carta di imbarco su pennetta che “Qualcosa troveremo all’areoporto per stampare” fa lui fiducioso!
Corri a prendere Riccardo al nido, e mentre correvamo lì Fabry si ricorda di non aver spento i termosifoni “Dobbiamo ripassare a casa” fa lui…
 
Si, ma come? Quando? A quest’ora dovevamo già stare da mia mamma al paesello! (circa 40 min di viaggio senza traffico)
Non ce la faremo mai!
 
Arriviamo da Riccardo e qui c’è stato il momento più bello della giornata: topino che nel vedere sia me che il padre, è scoppiato in urla di gioia e ne ha avuto per mezz’ora!!
Che gioia, che bello vederlo così felice!
 
Ok, ora si va al paesello per lasciare Riccardo con nonna Maria; così anche il topino si fa il week end lungo fuori e senza genitori, ah-ah!!
 
Aperta parentesi:
ricordate la piccola premessa fatta relativa alla benzina?? Bene: in tutto questo, ogni spostamento è stato fatto con la mia macchina perchè la sua è rimasta senza benzina!
Unico particolare: il viaggio di andata e ritorno dal paese non era stato calcolato da farsi con la mia macchina, quindi benzina insufficente anche nella mia autovettura! 
 
Autostrada facendo, i benzinai sono tutti chiusi per lo sciopero! 
 
Chiusa parentesi.
 
 
 

CAVOLO, NON TORNEREMO MAI INDIETRO CON LA MIA MACCHINA, NON CE LA FAREMO!

Ed infatti, arrivati da mia mamma, parcheggiamo la mia machine in riserva e corriamo a prendere il treno per tornare a Roma!
Corri che è tardiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
 
Abbiamo speso un botto per prendere due treni: Valmontone-Roma Termini e poi Roma Termini-Fiumicino! (quanto cavolo costano i biglietti dei treni!)
 
Ma finalmente siamo qui, e da tardi che era, abbiamo recuperato ed abbiamo un’ora di attesa prima della partenza! Wow, ci possiamo rilassare un attimo!!
 
Ora cerchiamo un “KiPoint” e stampiamo le nostre carte d’imbarco che ci evitiamo un pò di fila …
 
Ma anche qui abbiamo cambiato due stampanti: MA PERCHE’ LE STAMPANTI SI RIFIUTANO DI STAMPARE LE NOSTRE CARTE D’IMBARCO????? MA CHE V’ABBIAMO FATTO??????
 
Alla fine, abbiamo vinto noi: abbiamo anche le carte d’imbarco ….. dai, facciamo il check in…….
 
Ca–o!! Ma la borsa personale è già un bagaglio a mano! quindi ne ho due io!!
 
Va beh, mettiamo la borsa nel trolley, ma quest’ultimo ora non entra più nell’attrezzo per la misura del bagaglio a mano…
 
 
 
 
 
 
….e si litiga con la tipa dell’easy jet per convincerla che il bagaglio a mano fosse conforme alle misure standard.
Soluzione adottata da Fabrizio: vedi foto sottostante!
 
 
 
 
 
No, non è un’esagerazione, questo è proprio avvenuto al mio bagaglio a mano, non shcerzo!
 
Ed anche questa soluzione ha avuto successo: il bagaglio entra ed esce dall’aggeggio senza sforzi (povere le mie cose all’interno!!!!) e dopo un “grazie ed arivederci signori” della “signorina easyjet” pronunciato a denti stretti, procediamo verso i metal detector e … 
 
(suspance)
 

E lì avvenne il fattaccio!

 
La brutta e triste scoperta: Fabrizio ha dimenticato la carta d’identità a casa, nella stampante!
 
 
 

Addio rues illuminate …….. addio hôtel accogliente e familiare ……addio croissants et petit-déjeuner parigina … addio “Le Temple du scrap” …… addio!!!

Conclusione.

Mi ritrovo a casa, con due giorni di ferie bruciati, senza macchina, senza topino, e con un moribondo che cerca di dividere con me i suoi virus!!!

Paris, questo viaggio non s’ha da fare!

Ma perchè? Che t’ho fatto?

 

NB: L’immagine della Torre Eiffel è stata inserita in un secondo momento, quando, a distanza di anni, finalmente siam riusciti a visitare Parigi!

Tutte le immagini presenti in quetso articolo (eccezione fatta per la foto della Torre Eiffel), sono state scaricate dal web e, quindi, non di proprietà di Delizie & Confidenze.

3 Commenti

  1. Mi dispiace da matti….. Poverini tutti e due!!
    Tu per il fine settimana mancato, lui per il brutto raffreddamento!!!
    Comunque mi hai fatto troppo ridere 😀 e….. Si, ti posso assicurare che gli uomini hanno doti particolari per incasinare tutto ciò che noi ('pallosissime'!!) donne, pianifichiamo con tanta cura!!!!!!!!!!!!!!!!!! O_O
    Comunque aspetto il post su Parigi, presto…
    ;-))
    Kissssssssssssssssss

    • Ciao Betta,
      a distanza di qualche giorno ci rido su anch'io: è stata la traversata della speranza fino all'ultimo!!
      Ma è andata così, vuol dire che non si doveva fare!!
      Sicuramente ti posso già dire che il post su Parigi non lo leggerai presto…magari in primavera, chissà!!
      Un abbraccio e bacione a te!!
      Ah proposito: auguroni!!

  2. Pingback: Parigi a Natale - Delizie & Confidenze

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