Orecchiette con primule e salsa di riso ai crisantemi

Fiori edibili ed il loro uso in gastronomia, non solo come decorazione, ma soprattutto come ingrediente principale delle diverse preparazioni.

In questi giorni ho avuto modo di approfondire l’argomento e conoscere “fiori nuovi” per le mie ricette, di capirne il diverso gusto tra una varietà e l’altra, di studiarne accostamenti e utilizzi principali.

L’occasione per approfondire le mie modeste conoscenze in questo campo, è giunta grazie al Contest “Buon appetito fiorellino”: il contest, che ha come scopo quello di promuovere e valorizzare l’aspetto gastronomico dei fiori in cucina,  indetto da  Tre Civette sul Comò, in collaborazione con Zem Edizioni e AIFB, per il quale ho già ideato una ricetta dolce: il budino mandorlato alle violette , nella quale trovi anche tante nozioni utili sui “fiori in cucina“.

La mia seconda proposta vede tra gli ingredienti principali i crisantemi, con i quali preparare una avvolgente salsa di riso, e le primule, appassite in padella per accogliere delle orecchiette fresche, nonché primule fresche per completare il piatto, donando colore e una nota croccante all’insieme.

Le orecchiette con primule e salsa di riso ai crisantemi sono un primo piatto delicato con un leggero sentore piccante dato dai crisantemi.

Ti invito a continuare la lettura oltre la ricetta per trovare curiosità sui due fiori utilizzati per questa preparazione.

Orecchiette con primule e salsa di riso ai crisantemi

Ingredienti

Portata: 2 persone    Tempo di preparazione: 5’     Tempo di cottura: 15’ + infusione

Tempo complessivo: 35 min     Difficoltà: bassa

  • 160 gr di orecchiette fresche
  • 35 gr di farina 0
  • 50 gr di burro
  • 250 ml di latte di riso senza zucchero
  • 10 fiori di crisantemi
  • 10 fiori di primule + q.b. per decorare
  • 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
  • sale

Orecchiette con primule e salsa di riso ai crisantemi

Procedimento

  1. Prepariamo la salsa di riso ai crisantemi: lavare i fiori e tamponarli con un panno asciutto e pulito, o con un foglio di carta cucina; quindi prendere solo i petali per il nostro utilizzo.
  2. Versare in un pentolino il latte di riso ed unire i soli petali dei crisantemi ben tamponati, porre sul fuoco e portare al bollore. Lasciar bollire 2 – 3 minuti su fiamma media, dopodiché spegnere la piamma, coprire il pentolino, e lasciare i petali in infusione per 10-15 minuti. Filtrare.
  3. Sciogliere il buro in un altro pentolino ed unirvi la farina setacciata, mescolando con una frusta a mano per evitare il formarsi di grumi. Porre sul fuoco e cuocere per pochi minuti.
  4. Unire al composto di burro e farina il latte filtrato, poco alla volta, e sempre mescolando. Lasciar cuocere ancora qualche minuto prima di togliere dalla fiamma ed aggiustare di sale.
  5. Prepariamo le primule in padella: in una padella antiaderente versare le primule accuratamente lavate e tamponate. Unire l’olio e far appassire 2-3 minuti coperte su fiamma bassa.
  6. Prepariamo il piatto: cuocere le orecchiette in acqua salata per il tempo indicato sulla confezione (in media 10 minuti), quindi scolare e spadellare in padella con le primule.
  7. Lasciar insaporire qualche istante, poi unire la salsa di riso ai crisantemi.
  8. Impiattare e servire aggiungendo delle primule fresche al piatto. Servire caldo.

Orecchiette con primule e salsa di riso ai crisantemi

 

Questa ricetta partecipa al Contest “Buon appetito… fiorellino”

In collaborazione con:

Cerca tutte le mie ricette e le altre partecipanti al contest seguendo gli hastag #graziedeifiori#zemedizioni#trecivettesulcomo’#aifb 

 

Orecchiette con primule e salsa di riso ai crisantemi

Il Crisantemo: fiore nazionale del Giappone

Il crisantemo è il fiore dal significato completamente diverso nella cultura orientale rispetto a quella occidentale e, nello specifico, in quella italiana.

Nella cultura asiatica infatti, il crisantemo è il fiore ed il simbolo di lunga vita, di gioia e felicità, da regalare in occasione di compleanni e matrimoni. Il crisantemo é anche il simbolo della dinastia imperiale giapponese.

Questo fiore ha dedicata una intera giornata: il 9 settembre di ogni anno infatti, in Giappone (e non solo) si festeggia il Giorno dei Crisantemi (Kiku No Sekku), durante il quale la tradizione vuole che si sorseggi una tazza di sake con petali di crisantemo.

Nella cucina cinese e vietnamita si preparara una tradizionale salsa calda a base di soia, sesamo, Sherry e fiori di crisantemo nella quale immergere pezzi di carne, tofu o gamberetti (Chrysanthemum Hot Pot).

E tanti gli utilizzi ancora hanno nella tradizione gastronomica orientale questi fiori dai diversi colori.

In Italia invece, il crisantemo non gode di ottima nomina, associandolo al mese di novembre ed ai defunti.

Invece, oltre ad essere molto bello con i suoi mille colori, è un fiore che fa anche bene, ricco di proprietà terapeutiche. Esso infatti, è antibatterico e antivirale, utile contro raffreddore, infezioni all’apparato repsiratorio, influenza, e infezioni del tratto urinario.

Il suo sapore va dal piccante al pungente.

La primula.

Come il nome stesso suggerisce, la primula è il fiore che spunta per primo in primavera. Coltivandolo in girardino o nei vasi, coprendolo con appositi teli o potendolo inserire all’interno delle abitazioni per proteggerlo dal freddo inverno e da possibili gelate, è possibile avere una fioritura precoce delle piante, donandoci bellissimi fiori colorati e dal sapore dolce!

In natura cresce spontaneamente nei prati erbosi o lungo i margini dei boschi, e vicino a corsi d’acqua.

Della primula si possono mangiare foglie e fiori, ma sono commestibili anche le radici. Conosciuta soprattutto per l’impiego nella preparazione di confetture o per aromatizzare bevande.

La primula è un fiore ricco di proprietà nutrizionali e salutari:

  • radici e rizoma (il fusto sotterraneo) sono ricchi di sostanze che donano alla pianta proprietà espettorali e mucolitiche, utile quindi contro stati influenzali e raffreddori. Ha inoltre proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche.
  • le foglie sono consigliate in caso di mal di testa, grazie all’azione antispasmodica e sedativa. Si possono consumare sia cotte che crude. Quelle meno giovani e tenere vanno cotte in acqua per qualche minuto prima di consumarle.

Dal sapore dolciastro e delicato, la prima è un fiore dai mille usi in cucina.


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2 Commenti

  1. Ma che bel piatto primaverile cara Sabri! E che originalità tanti in bocca al lupo per il
    Contest tesoro

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