Farine alternative

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La difficile reperibilità della farina 00 ai tempi del Coronavirus.

Mentre i social si riempiono di consigli su come fare il lievito di birra fatto in casa, o di come sostituirlo, io voglio parlarvi di farine.

Dopo il lievito di birra, anche la farina 00 è diventata un alimento introvabile, di difficile reperibilità. Ma non tutti i mali arrivano per nuovere, anzi, è l’occasione giusta per conoscere ed iniziare a (ri)utilizzare farine nuove, che in realtà son molto più antiche di quello che si pensa: si tratta di farine dimenticate, rimpiazzate dalla più recente farina bianca raffinata, di un color bianco candido.

Oggi queste farine vengono appellate come “farine alternative”, ma si tratta si farine che in passato erano di uso comune. In alcuni casi si tratta di un cereale molto diffuso in Oriente mentre in Europa è stato considerato a lungo un alimento solo per il bestiame; e solo recentemente riscoperto come alimento valido per la nostra alimentazione.

Da diverso tempo sto riscoprendo queste farine alternative, le loro qualità, e il loro impiego in cucina.

L’utilizzo di farina raffinata è notevolmente diminuito nella mia cucina, utilizzata lo stretto necessario per la preparazione di talune ricette per le quali un’alternativa è ancora argomento di studio e in fase di sperimentazione e prove pratiche per calibrare ed equilibrare quantità, consistenze, sapori, al fine di ottenere un risultato da 100 e lode.

Le farine raffinate sono comparse nelle nostre case nell’immediato dopoguerra, con il rinascere dell’economia del Paese, e lo sviluppo industriale, che hanno indotto a credere che

+ bianco + raffinato = maggiore qualità

MA NON E’ COSI’

Le farine che si hanno a disposizione sono davvero tante, sia di cereali non raffinati (o poco raffinati), sia di legumi, o ancora di frutta secca o frutta troppo matura (come ad esempio la farina di banane). E tutte queste farine sono ricche di proprietà naturali.

Si tratta non solo di apportare alle nostre ricette profumi e sapori nuovi, ma la riscoperta di antichi sapori equivale a mantenere viva la nostra tradizione gastronomica, delle nostre origini. Oltre, e non meno importante, i benefici e le proprietà nutrizionali che il consumo di queste farine apporta al nostro benessere.

In questo articolo voglio parlarvi delle diverse farine che stanno sempre più affollando la mia dispensa in cucina.

Nel fare questo, non posso non parlarvi sia di farine “antiche” che di più “moderne” (per utilizzare due antipodi per meglio distinguerle), meno conosciute e diffuse, ma di altrettanto interesse.

Ve ne parlo racchiudendone qualità principali, qualche informazione utile e, soprattutto, il loro impiego in cucina, in questo semplice schema riassuntivo, che contiene le principali farine alternative disponibili.

Clicca su Dowload per aprire lo schema da visionare, scaricare e stampare.


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2 Commenti

  1. Interessantissimo quel pdf!!!! Sai che io ormai saranno circa 7 anni che utilizzo la farina di farro per fare praticamente tutto? Dai dolci ai lievitati.. A volte uso anche integrale.. o avena.. o kamut.. o grano saraceno.. La 00 saranno 10 anni che non la uso.. tranne adesso.. che è stata l’unica farina (assieme all’integrale di farro) che ho trovato negli scaffali.. Baci e buon w.e. :-*

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    • Pensa te, qui invece trovo gli altri ma la 00 è esaurita sempre!
      Per le ricette salate anche io utilizzo altre farine ormai da molto, per i lieivtati invece sto iniziando adesso, un pò per paura perchè al mondo “lievitati” mi son avvicinata non da molto…ma sto sperimentando, e spero di poter abbandonare del tutto questo la 00.
      Son felice che il pdf possa tornare utile.
      Ti anticipo che nei prossimi giorni subirà un aggiornamento perchè mi son accorta solo dopo la pubblicazione ch emancano alla lista due o tre farine ancora.
      Un abbraccio grande

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