Parigi a Natale

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Chi mi legge da sempre, si ricorderà sicuramente di questo titolo “QUESTO VIAGGIO NON S’HA DA FARE“. Ebbene si, ce l’abbiamo fatta: Parigi non è solo più una meta sospirata, me è divenuta una meta da ricordare e che mi ha catturato il cuore!

Parlare di viaggi in questo periodo in cui siamo tutti limitati della propria libertà di movimento, tutti confinati nelle proprie mura domestiche, (fatte piccole eccezioni che prevedono comunque una serie di osservazioni INDISPENSABILI e FONDAMENTALI per il bene comune, ma comunque limitatorie), forse forse non è il momento migliore.

Io voglio pensare invece che raccontare di viaggi vissuti, di mete che hanno sorpreso e affascinato, possa in qualche modo farci evadere con la mente, liberarla da questo senso di costrizione e di vincolo, che può strapparci qualche sospiro, e ci porti una folata di positività che non fa mai male!

Parigi a Natale è un vero spettacolo per gli occhi, con giochi di luci scintillanti per le strade e sui palazzi della città, eleganti addobbi natalizi, mentre nell’aria si respira il profumo di spezie e burro ovunque.

Tutti gli alberi della passeggiata più conosciuta al mondo (vale a dire su tutto il lungo viale degli Champs Élysées, sul percorso luminoso di quasi due chilometri che va dall’Arco di Trionfo a Place de la Concorde e oltre, fino ai giardini delle Tuileries) saranno ricoperti di luci colorate; ovunque, sui marciapiedi e tra le attrazioni, a sorprenderci mille creazioni e installazioni dai temi diversi.

Parigi, la capitale della Francia.

Questa volta senza annunciare il viaggio a nessuno, organizzato in gran segreto per scongiurare ogni contrattempo (che invece ci son capitati la volta scorsa), quasi come fosse un segreto di stato, prenotiamo hotel e voli di andatata e ritorno per la capitale francese.

Eccezione fatta per la mia cara amica Carolina va in città (che da diversi anni vive a Parigi) alla quale mi son rivolta per tutte le chicche su come spostarmi e cosa visitare a Parigi, ed organizzare così un viaggio che fosse un pò fuori dagli schemi standard dei tour organizzati (mete che comunque non potevamo sottrarci dal visitare tanta la loro importanza e la loro storia).

Ad aiutarci in questo scopo, complice è stato anche l’aver beccato in pieno lo sciopero dei mezzi pubblici, che ci ha “costretti” così a visitare Parigi a piedi, scoprendo scorci e vicoli favolosi di una città già particolare e bella di suo.

Capitolo 1. Top secret

Primi giorni di Dicembre 2019, poco prima di scambiarci la buonanotte, Fabry mi guarda e mi fa “Ci riproviamo?”

Beh, il periodo è lo stesso, in barba allo scetticismo, dai, riproviamoci!

E in pochi minuti ci siam ritrovati seduti sul letto, con il cellulare in mano, alla ricerca un hotel al centro della capitale francese.

Ci è piaciuto subito un piccolo hotel in centro, zona Saint Germain, con tanto di fermata metropolitana adiacente, così da avere la possibilità di spostarci tranquillamente, e raggiungere ogni angolo della città, aeroporto di Orly compreso.

Si, perchè volendo Parigi si gira tutta in metrò, grazie ad una rete metropolitana ben collegata, composta da ben 16 linee.

Curiosità: inizialmente era chiamata Chemin de Fer Métropolitain, per poi divenire solamente Métropolitain e, quindi, l’abbreviazione odierna in Métro.

Fu un segreto per tutti questo viaggio, tenuto nascosto fino all’ultimo minuto, proprio per scongiurare una nuova “bad end” (o “mauvaise fin” per restare in tema!).

Un week end lungo nella bella Parigi finalmente, e la promessa di tornarci in un secondo momento anche con Ricky (nel periodo primaverile pensavamo), che per questa volta, restava a casa con la nonna.

Una fuga romantica che, voglio dire, una volta l’anno ci può stare, non trovi anche tu?

Capitolo 2. L’inconvénient

Come volevasi dimostrare dall’esperienza passata, qualcosa di storto doveva andare!

Infatti, subito dopo aver effettuato le prenotazioni online di voli e hotel, la notizia dello sciopero dei trasporti pubblici di Parigi; sciopero che si è protratto per diversi giorni (dal 04 al 22 dicembre 2019), e che interruppe il servizio completamente; lasciando Parigi priva di trasporti pubblici.

Non tutti i mali vengono per nuocere.

Fatta eccezione per il taxi preso da/e per l’aeroporto di Orly, visitare Parigi a piedi è stato un modo per noi per visitarla appieno, per conoscere e scoprire particolari della città, scovare angoli suggestivi e viste incantevoli.

Quale visita guidata avrebbe mai offerto tanto?

Capitolo 3. La lingua

Finalmente siamo a Parigi, in barba a quel “Questo viaggio non s’ha da fare!”

E’ il momento di rispolverare e sfoggiare il mio francese che, dai tempi delle superiori, non è stato più praticato, nè parlato, nè letto!

“De but en blanc” (di punto in bianco)

Nonostante la nomea dei francesi di esser un popolo poco paziente con chi non sa parlare correttamente la loro lingua, devo dire onestamente che ho trovato sempre persone molto carine e gentili, che non hanno ammiccato alcun sorrisetto ai miei strafalcioni di pronuncia, nè arricciato il naso alle mie spiegazioni molto mimate. Tutt’altro: son stati tutti molto cortesi nel darmi il tempo necessario affinchè mi spiegassi, e garbadamente mi hanno risposto in maniera chiara.

O forse stanno ancora ridendo alle mie spalle…chissà!

Fatto sta, che la prima vittima con la quale ho intrapreso una lunga e piacevole (almeno per me) conversazione in lingua madre (la loro), è stato il tassista che carinamente ci ha mostrato e spiegato come raggiungere successivamente ogni monumento, palazzo storico, o giardino incontrato lungo il tragitto fino al nostro hotel.

Si, ci son state molte altre cose di mezzo che non ho capito, ma son dettagli, lasciamo correre!

Capitolo 4. L’hotel

L’hotel Vaneau Saint Germain è situato nel cuore di Parigi Rive Gauche, contornato di sontuosi negozi, gallerie d’arte, boulangerie e celibri bistrot.

Piccolo e incastonato in un palazzo in perfetto stile Haussmann, nell’hotel si vive la tipica atmosfera parigina del XIX secolo.

Quei balconcini con decori a partire dal secondo piano dei palazzi, i tetti in ardesia inclinati a 45°, e quelle mansardine mi hanno dato la sensazione di vivere in altri tempi passati.

La nostra stanza si trovava al 4 piano, ma l’ascensore dell’hotel arrivava solo al terzo, da lì dovevamo proseguire attraverso una graziosa scala a chiocciola.

La stanza era molto piccola, mansardata, ma molto carina, con una grande finestra con tanto di ringhierina, anche se non vi era alcun terrazzo.

Il palazzo di fronte l’hotel

Capitolo 5. Il clima

Nonostante ci aspettassimo giornate grigie, umide, fredde e piovose, Parigi ci ha sorpresi regalandoci un timido sole per tutto il periodo del nostro soggiorno. Giusto qualche piccola pioggerellina qua e là ma di brevissima durata e molto leggera.

Anche la temperatura non era poi così male. O forse le lunghe e continue camminate non ci hanno dato modo di percepire il freddo.

Curiosità: il primo risveglio in quella piccola ma graziosa stanza d’hotel, fu accompagnato dallo scroscio della pioggia che batteva sui tetti e sulle vetrate.

Erano solo le 07.00 di un sabato mattino, e già la città brulicava di persone che si spostavano (a piedi) per lavoro, e di bambini che andavano a scuola.

Nessuno di loro (o rarissimi di loro) aveva un ombrello aperto per ripararsi dalla pioggia.

Mentre riflettevo su questa stranezza, la mia attenzione cade sulle finestre degli appartamenti dirimpettai, alcune ancora con tende chiuse, avvolte dalla penombra del mattino, altre illuminate da fioche luci, fioche come era la luce naturale esterna.

Eccolo lì, il gatto dell’appartamento al quarto piano, che ieri sembrava darmi il suo benvenuto nel nostro lungo e intenso fissarci reciprocamente.

Ho immaginato fosse l’amico peloso di una giovane e novella coppia di sposini.

Ho ipotizzato storie su ogni abitante di quegli appartamenti, anche sul signore del secondo piano che ieri (tardo pomeriggio) era lì, seduto alla sua scivania accanto alla finestra, con la tenda completamente aperta, e la pila di libri sul davanzale. Ho immaginato fosse uno scrittore, assorto nei suoi pensieri nel buio della stanza, illuminata dalla sola lampada sulla scrivania, in attesa di una parola che aprisse le porte della sua ispirazione migliore.

Capitolo 6. Le dritte di Carolina

L’unica persona che ha saputo in anticipo del nostro viaggio a Parigi, è stata la mia “amichissima” di Carolina va in Città, trasferitasi a Parigi da diverso tempo.

Con lei abbiamo tirato giù una tabella di marcia che, partendo dal nostro hotel, ci permettesse in quei pochi giorni a disposizione, di visitare tutta Parigi (o quasi); nonchè annotare tutte le dritte su dove fermarci a mangiare dei piatti tipici tradizionali francesi, che fossero ben lontani dai menù turistici convenzionali!

Cosa vedere? Beh, ovviamente la Tour Eiffel, L’arc du Trionfe, le Louvre, ma poi? Cos’altro c’era da non poerderci?

E poi, oltre al croissant la mattina e i macarons il pomeriggio, cosa e dove mangiare?

Ecco cosa non puoi non provare andando a Parigi:

  • Scegli la boulangerie-viennoiserie che più ti garba, e inizia la mattina provando ogni giorno un lievitato da colazione diverso: ti assicuro che qualsiasi lievitato sceglierai, sarà una vera esperienza goduriosa mai provata prima!
  • A pranzo puoi optare sempre per una boulangerie e assaporare ogni giorno un pane diverso appena sfornato, scegliendo tra le diverse proposte con affetatti e/o verdure. Oppure scegli un “Café Parisien” che offre menù tradizionali con calde zuppe tipiche della cucina francese.
  • Nel pomeriggio una pausa caffè accompagnato da un dolce tipico della pasticceria parigina (le proposte sono tante tra cui scegliere: versioni mignod di Religeuse, Tarte au Citron, Mille Feuille, Paris Brest, Gallettes de Rois, un Macaron da Pierre Hermé, Gâteau Opéra, Éclair, Saint Honoré, Canelé, Madeleine, e tante tante altre delizie, tra le quali il mio preferito: le Mont Blanc!)
  • La sera opta per una brasserie o bouillon tra le più rinomate per i loro menù tradizionali, dove la scelta dei piatti diventa dir poco difficile per quanto allettanti e golosi! (nelle mie tabelle di marcia ho riportato anche i nomi di quelle da noi provate, apprezzate e preso nota per le prossime capatine a Parigi, ovviamente stra consigliate da Carolina!)

E se visiterai anche tu Parigi a piedi, senza usufruire dei trasporti pubblici, ti assicuro che non avrai sensi di colpa per aver provato ogni bontà culinaria della loro tradizione gastronomica.

(Perchè Parigi si visita a piedi facilmente si, ma che fatica a fine giornata!)

Capitolo 7. Tabelle di marcia

Quattro giorni di Parigi.

Quattro giorni di Parigi a piedi.

Si è trottato per trottare! Con tanto di mal di piedi atroce a fine vacanza, ma con ancor più grande soddisfazione nel cuore per aver visto (quasi) tutto!

Venerdì: arrivo a Parigi nel primo pomeriggio

  • sistemazione in Hotel
  • visita alla Torre Eiffel, ammirandola e fotografandola da ogni angolo
  • passeggiare per gli Champs Elysées illuminati per il Natale
  • arrivare fino all’ Arc de Triomphe
  • passeggiare lungo la Senna e ammirare una Parigi by night tutta illuminata (Torre compresa)
  • tornare in hotel e cenare in camera con baquette ed affettati tipici


Sabato: dopo una favolosa colazione in boulangerie, iniziamo il tour giornaliero

  • visitare i bellissimi “Jardin du Toillerie
  • salire fin sopra il quartiere di Montmartre
  • e visitare la chiesa Sacr Ceur
  • riscendere per fotografare il Moulin Rouge
  • tappa in hotel per ricaricarci
  • proseguire per Mont Parnasse e cenare da Bouillon Chartier (“Brasserie Parisienne depuis 1903” storico ristorante parigino) per gustare le escargot, le croque en bouche, la bourguignon e non potevamo non terminare con un delizioso mont blanc!



Si, se avessimo potuto spostarci in metrò avremmo avuto sicuramete più tempo a disposizione per visitare altro di Parigi.

Ma mi sarei persa quella stradina che da Montmartre scende giù fino ad incrocirsi con la strada che porta al Moulin Rouge. Una stradina in discesa piena, piena, piena di tentazioni gastronomiche, pasticcerie immense con banconi così assortiti di pralineria mai visti prima, e questi dolci particolari mai visti prima: sono i dolci tradizionali della Bretagna…ovviamente si, ci siam fermati e ne abbiamo provati di diversi (tutti non ci siam riusciti!): super burrosi, con caramello salato, ma una vera goduria! Parlo degli Kouign Amann!

Ti aspetto su Instagram nella stories di Parigi in evidenza per il video di queste pasticcerie tradizionali bretoni, per il video dei mercatini, e per diversi vari…

Spostarci a piedi per la città ci ha dato la possibilità di vedere anche il Museo delle Armi, di attraversare ed ammirare la Senna da quei ponti così maestosi e belli, di sbirciare nei Bateau Mouche (traghetti) mentre si preparavano ad accogliere passeggeri per cenare a bordo durante un tour panoramico sulla Senna; per ammirare la Torre che fa capolino dai tetti di ardesia, e fotografarla da ogni angolazione della città.


Scoprire dei meravigliosi angoli floreali: delle piccole boutique di fiori, ricche di ogni decorazione floreale, curatissime in tutti i minimi particolari, incantevoli!

E poi una passeggiata presso le Galeries Lafayette, con le vetrine animate, ognuna con un tema specifico, super illuminata, dall’effetto “wow”! Dalla terrazza della galleria, da non perdere è la vista panoramica su una Parigi notturna illuminata a festa.

Domenica: cambiamo boulangerie? Ma si dai, proviamo quella all’angolo, così procediamo per altre vie!

  • Jardin du Luxemburg
  • Notre Dame de Paris
  • Saint Chappel et Consiergerie
  • pranzo presso “Grand Comptoir – Les Deux Palais – Brasserie de Tradition di fronte Saint Chappel e assaporare una calda, fumante zuppa di cipolle (la famosa Soupe d’onion) e le Crepes Suzette
  • Chiesa di S. Germain
  • Quartiere Latino
  • piccolo riposo in hotel e la sera si visitano i Mercatini di Natale, cenando con le specialità preparate sul posto a base di patate e formaggi; inebriati dal profumo del vin brulè e dei dolci caramellati







Lunedì: indovinate? Nuovo giorno, nuova boulangerie! Quindi nuovo itenerario che ci porta alla scoperta di:

  • Place de la Concorde
  • Orangerie (peccato non aver avuto tempo di visitare il museo all’interno dei giardini, dove sono esposte le opere di Monet)
  • Louvre
  • Quartiere Les Merais
  • Place de Volges
  • e la sera si cena da Pain, Vin, Fromage , in uno degli angoli più pittoreschi della città. Il locale è considerato il paradiso della fonduta, e credetemi, lo è davvero.


Il martedì torniamo a casa con non pochi disagi: dopo averci fatto imbarcare sull’aereo, la comunicazione del pilota che il volo avrebbe portato anche più di un’ora di ritardo a causa dell’improvviso e inaspettato sciopero dei controllori di volo! Panico!

Ma torniamo giusto in tempo per assistere alla recita scolastica di Natale di Ricky, e con un mal di piedi mai provato prima, ma con la gioia nel cuore, e la promessa di tornare presto a far visita alla romantica Paris.

A bientot!

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