Treccia bernese

Treccia bernese

Brioche svizzera – rivisitazione dairy free

La treccia bernese è un lievitato svizzero che nasce a Berna (capitale della Svizzera), preparato inizialmente in occasione delle festività natalizie e per il Capodanno, oggi apprezzato in tutta la Svizzera e diventato “il pane della domenica”.

Si tratta di un lievitato che viene lavorato per formare una treccia, dalla finissima crosta esterna dorata e la mollica bianca e sofficissima. Il sapore di questo lievitato è neutro pertanto si presta ad accompagnare alla perfezione sia ingredienti salati che dolci.

La particolarità di questo lievitato è l’intreccio a quattro code, che può risultare un pò difficoltosa per chi non ha molta dimestichezza. Vi assicuro che anche un semplcie intreccio con le classiche tre code alle quali siamo tutti abituati va bennissimo: sarà la bontà di questo “pane” a conquistarvi prima della sua forma!

Conosciuta anche come “pane della domenica” o “pane al burro svizzero”, questa treccia assomiglia molto ad un pan brioche se non fosse per il suo sapore meno dolce, più neutrale, che lo rende perfetto non solo per la prima colazione ma anche per accompagnare ogni pasto della giornata.

La rivisitazione dairy free

Tra gli ingredienti per preparare questo particolare pane svizzero troviamo anche il latte ed il burro.

Per renderlo un pane adatto all’ alimentazione di chi è soggetto ad intolleranze al lattosio o allergia alle proteine del latte, per la mia treccia bernese ho utilizzato solo prodotti vegetali a base di soia.

E’ possibile scegliere l’alternativa vegetale che più si preferisce tra latte di mandorla, cocco, avena, riso, noci e varie altre bevande vegetali.

Anche per il burro si può optare per un’alternativa vegetale diversa rispetto al burro di soia come quello di cocco oppure una più comune margarina, purchè priva di grassi idrogenati ed olio di palma.

L’intreccio a quattro code

Per un corretto intreccio a quattro coe è necessaria una buona manualità che si ottiene con la pratica.

L’intreccio è laborioso ed è indubbiamente la difficoltà nella preparazione di questa treccia.

Ho provato a spiegarlo più volte a parole ma rileggendo io stessa mi son trovata ancor più in confusione. La cosa migliore che posso fare per spiegarvi bene l’intreccio è invitarvi alla visione di questo video che ho seguito anch’io per la realizzazione del mio intreccio partendo da due “filoncini” intrecciati per ottenere le 4 code.

Oppure procedere come indicato in questo video, che consiglio di salvare per intrecci a numero di code differenti.

Berna

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Per saperne di più leggi anche questo suo articolo su Berna, tra cucina e curiosità.

Cartoline da Carolina

Prima di lasciarvi alla ricetta della treccia di Berna, ecco alcuni scatti inviatemi da Carolina dalla Svizzera:

Treccia bernese

5 from 1 vote
Recipe by Sabrina Pignataro Course: Lievitati dolci, Pane, Pane svizzeroCuisine: cucina svizzera, dairy freeDifficulty: Alta
Servings

6-8

servings
Prep time

30

minutes
Cooking time

25

minutes
Leaving time

4

hours 

La treccia bernese è un lievitato svizzero, una treccia a quattro code, dalla finissima crosta esterna dorata e la mollica bianca e sofficissima.

Il sapore di questo lievitato è neutro pertanto si presta ad accompagnare alla perfezione sia ingredienti salati che dolci.

Per renderlo un pane adatto all’ alimentazione di chi è soggetto ad intolleranze al lattosio o allergia alle proteine del latte, per la mia treccia bernese ho utilizzato solo prodotti vegetali al posto del latte e del burro vaccino.

Ingredients

  • 500 gr farina 00

  • 280 gr latte di soia tiepido (senza zuccheri aggiunti)

  • 100 gr burro di soia a pomata (morbido a t.a.)

  • 20 gr zucchero semolato

  • 10 gr lievito di birra fresco

  • 8 gr sale fino

  • 1 uovo intero di media grandezza

  • Per spennellare
  • 1 tuorlo d’uovo

  • 1 cucchiaio latte di soia

Directions

  • Sciolgiere il lievito nel latte insieme allo zucchero e tenere da parte.
  • In planetaria con gancio a foglia (K): versare la farina setacciata e l’uovo e iniziare ad amalgamare gli ingredienti a velocità bassa.
  • Unire il composto di latte e lievito e lascirlo assorbire completamente.
  • Aggiungere il burro poco alla volta, lasciando che venga completamente assorbito dall’impasto prima di aggiungerne altro.
  • In ultimo, unire il sale e lasciar lavorare a velocità media, fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo.
  • Sostituire il gancio a fglia con quello ad uncino, aumnetare la velocità e lasciar lavorare per 8-10 minuti, fino ad ottenere un composto liscio ed elastico.
  • Formare una palla, trasferire in un recipiente e coprire con pellicola alimentare.
    Porre in luogo asciutto e caldo, al riparo da correnti d’aria, e lasciar lievitare per 2-3 ore, fino al suo raddoppio.
    (io lascio lievitare nel forno spento con la sola luce accesa)
  • Una volta raddoppiato il volume, trasferire l’impasto sul piano lavoro leggermente infarinato, dividere a metà e formare due filoncini lunghi.
  • Sistemare i due filoncini perpendicolare l’uno all’altro, sovrapponendoli al centro così da formare una croce e procedere con l’intreccio a 4 code.
  • Terminato l’intreccio, chiudere le due estremità portandole/ripiegandole al di sotto della treccia stessa.
  • Trasferire la treccia sulla lecccarda rivestita da carta forno e lasciar lievitare per 1 ora.
  • Trascorsa l’ora di riposo, spennellare la treccia con il composto di tuorlo sbattut con il latte e procedere alla cottura in forno.
  • Cuocere la treccia in forno già caldo, modalità statica, a 180°C per 25-30 minuti, fino a doratura.
  • Terminata la cottura, sfornare e lasciar raffreddare su una griglia, senza la carta forno, così da far asciugare anche la parte sottostante del pane.
  • Lasciar raffreddare completamente prima di servire.

Notes

  • La treccia bernese è ottima sia a colazione, servita a fette spalmate con confettura o creme al cioccolato, sia per accompagnare affettati vari o altre pietanze.
  • La treccia bernese si conserva chiusa in un sacchetto per pane o avvolta in un canovaccio per 2-3 giorni. E’ possibile anche congelarla tagliata a fette, riposte porzionate in sacchetti appositi, per 15-20 giorni, da scongelare all’occorrenza a temperatura ambiente ed eventualmente scaldare prima del consumo.

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In collaborazione con Carolina va in città per i nostri #assaggidalmondo


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